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sabato 8 marzo 2008

ALCANDRA

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Nome: Alcandra (la fata a cavallo, che poi è un unicorno...)


Storia: Ed eccoci dunque alla terza fatesya della collezione personalissima della sottoscritta. L'esserino di cui si parla oggi viene da Firenze e più precisamente dal "Negozio dei Paperi", dove la comprai nel 2004. Il "Negozio dei Paperi" in realtà non si chiamerebbe proprio così, ma che iNpoVta? A me mi garba chiamarlo così poiché la prima volta che ci entrai ci coNprai un papero fosforescente che la sera stessa donai a quell'altro Papero, conquistandolo definitivamente con questa mossa astutissssssssyma (non si stava ancora insieme ai teNpi, ma lo si sarebbe stati di lì a pochi giorni). Vabé, ma parliamo della fatesia, orsù!


Mi fa tanta rabbia questo splainder, che tutte le volte che vo a capo mi salta una riga, maledetto, stramaledetto, tummorissi, accidentatté!


Ecco appunto. La fatina Alcandra è l'unica fata a cavallo (sì, unicorno, lo so) che possiedo; in seguito (se non mi roNpo le palle prima) vedrete che ciò diverse fate con appendici varie (non pensate male, eh! mi riferisco a fUnghetti, porcospini, rane, ecc...). Al negozino ce n'erano tante, infatti mi ero ripromessa di comprarne altre, ma era un periodo (quello della tesy) in cui non andavo tanto spesso in quel di Firenze, quindi la volta dopo non ce ne ritrovai neanche mezza. In compenso c'erano un monte di paperi, di ogni colore e dimensione, essendo quello, appunto, il "Negozio dei Paperi"...


Abbiate pazienza, non mi viene altro su questa fata... Ah, sì, anche questa vive su uno scaffale della libreria; non vivono tutte lì, eh! Solo che mi son rifatta dallo studio, poi passerò alle altre stanze della casa, ove dimorano altre fate. Ciò anche la Fata del Gabinetto... 

giovedì 6 marzo 2008

I CAN'T HANDLE THIS...

Interrompo un attimino la sequela di postssss a tema fatesco perché ho da dire una cosa importante, e anche perchè mi pare di interromperla, potrò?


Terminata la fase della MEGASEGAMENTALE (almeno temporaneamente, diciamo accantonata per un po', via, giusto il tempo di scrivere il post), del "ma perché proprio io?"; del "ma siete proprio sicuri, sicuri?", " ma sicuri, sicuri, sicuri???"; del "non mi sento all'altezza, ci sarà sicuramente qualcuno più meritevole di me..."; "poi sono anche anziana, suvvia..."; "ciò pure un capello bianco"; "non credo di potercela fare, no dico sul serio, magari mojo e non è tanto bello...".


Insomma messi da parte un secondino tutti questi pensierini, o meglio sforzandomi di ignorarli, con pessimi risultati (credo di stare avendo un principio d'infarto... ojoi mojo... addio mondo...), ho deciso di dare libero sfogo alla (come potrei dire?) felicità (mi pare un po' riduttivo), tripudio (mi suona ridicolo), immensa, sconfinata, immane, smisurata, incommensurabile, assurdamente meravigliosa BOTTA DI CULO che ho avuto. In pratica ieri sera me ne vo bella tranquilla alla mia lezioncina di classichino;  a metà della suddetta vengo "convocata" in segreteria ove  mi viene comunicato che l'organizzazione del tour di Daniel Ezralow (vi ricordate, quelli con cui feci lo stage grazie al quale non ho camminato per due giorni causa assalto di acido lattico feroce...) ha messo a disposizione di ciascuna scuola che li ha ospitati una borsa di studio per un allievo e (vabbè ormai s'è capito) insomma, me la danno a me! Cioè ma vi rendete conto??? A me. Ecco ora ricomincio con le paranoie. Ciò un gran rimescolio dentro... ossignore...


ora vomito...


sì ma di gioia, eh... 


ecco, lo dovevo dire. Ora posso anche ricominciare a occuparmi delle cosine che più mi si confanno: le fatine!

ASTREA

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Nome: Astrea


Storia: La parte "cognome" s'elimina, eh! Orsù dunque; Astrea l'ho acquistata in quel di Londra e qui vi so dire anche l'anno che era il 2004. Non ci sono aneddoti particolari al riguardo, poichè semplicemente la vidi in un negozietto (non mi ricordo in che zona della città, abbiate pazienza, sono anziana) pieno di chincaglierie varie da turisti. C'erano tante altre fate, di varie dimensioni, e tanti cottages in miniatura (d'altra parte, a Londra, si sa, c'è altro che cottages), oltre a svariati Big Bens (grandi fagioli, sì) metereologici e altrettanti London Bridges versicolory. In effetti ero indecisa se comprare un bel systolone segna-condizioni-atmosferiche, oggettino fyne, del quale un donnino raffinone quale son io non dovrebbe certo privarsi... ma poi ha vinto la fatina. E peV foVtuna, poiché il systolone non si saVebbe ceVto accoVdato con tappezzeVia! 


La volevo fotografare (la fata) nel suo habitat naturale, che sarebbe un ripiano della libreria, ma causa congiunzione astrale avversa (non a caso è la fata Astrea), non c'è stato verso di metterla a fuoco, indi l'ho dovuta immortalare sulla scrivania, con la staNpante a fare da back-stage (come pure l'altra fatesya che postiedi).


Ovvai! Finito! Fori due!

mercoledì 5 marzo 2008

ALBULA (La Fata Sbrecca)

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Nome: Albula (detta anche "La Fata Sbrecca")


Cognome: le fate il cognome non ce l'hanno... credo...


Storia (breve, eh): Albula è la prima fatina che ho acquistato in quel di Pistoja ove (ahimé!) mi trovo a vivere, ma non mi ricordo che anno era quando la compriedi, vedrai era il '23. La Tapina stava nella vetrina di un negozino di articoli vari (tra cui ellikitty a volontà), in mezzo a miliardi di altre fatine a lei simily e io, dopo averle rimirate per un po', finalmente mi decisi a entrare e coNprarne una. La donnina del negozio mi disse che dovevo scegliere quella che mi colpiva di più (ma va? no, guarda voglio quella che mi fa più onco...) e io lì per lì rimasi un attimo interdetta ( mi parevano tutte uguali...) e optai (optiedi) per indicarne una a caso ("mi dia quella, vah! che m'ha colpito assaj!")


e la donnina: "quale questa?"


e io: "sì quella, ma anzi no, aspetti, cià il naso sbreccato, abbia pazienzona, non me n'ero accorta, me ne dia un'altra!"


e la donnina malvagia: " eh no! Ormai tu devi prendere la prima che hai indicato sennò se n'ha per male!"


 "ho capito, ma lo vede (oh baldracca) che gli manca un pezzo di naso!!?"


"è lo stesso, ormai tu l'hai scelta!"


E così la trotona mi rincartiede la Fata Sbrecca e io me ne tornai a casa mestamente. Però poi, quando arrivai ad aprire il cartoccino e rividi il visino della povera fatesya, mi fece tanta siNpatya, senza quel pezzettino di nasino, e decisi di volergli bene lo stesso, poichè son donnino sensibylone (oh, piglia!).


La chiamai Albula, ad indicare "l'albula di un'era di fatine", ma il nome e solo una formalità, poichè per me ella rimane sempre LA FATA SBRECCA!

sabato 1 marzo 2008

Blythe

Allora...


A me le fatine mi garbano tanto e su questo un ci piove, tanto che ho deciso di postare le loro fotine (una per volta, sennò son troppe) per farle conoscere al mio vassssstissssimo pubblico. Ma prima di questo esclusivissimo evento che ho testé denominato "La rubVica degli oVVoVi", ehm no, scusate, intendevo dire "delle fate mie", sì. (WWW la sintassi) Stavo dicendo? Ah sì, che prima di postare le fotine delle fatine (ah, ah, ah, ma che gVazioso giuoco di paVole), corredate di scheda descrittiva (sì vabbè, ne farò una, poi mi stufo e abbandono, ma voi questo non lo potete sapere...) vi ci vogo le mitiche, meravigliose, sublimi, Blythe!


Che son questi du' mostrini che compriedi su ebay l'anno scorso, si pensi, dalla Pennsylvania!


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Ecco qua! Questo perchè quando arrivarono (quasi un anno fa) avevo promesso (a chi?) di postare le fotine, poi evidentemente me ne scordiedi...


Ora, siccome ne ho comprate altre due (di cui una grande!!! Sì, perchè queste son Mini-Blythe, eh! Son alte 10 cm!) m'è tornato in mente che non avevo ancora messo le foto delle prime. Le altre due non sono ancora arrivate, però... speriamo bene... dal Massachussets... o forse da qualche altro stato...


Quando arrivano (se arrivano) le posto, vah...


...Madonna che delirio... la degna conclusione di due settimane infernali...


...io volevo fare la ballerina...


...maremma e poi majala!

sabato 16 febbraio 2008

...è tutta la settimana che sono di cattivo umore e non so bene perché...


boh... passerà...


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Oggi ho scoperto l'esistenza delle Dollfie...ma tanto non me le potrò mai permettere.

sabato 9 febbraio 2008

Son vecchia per queste cose...

Avevo iniziato a scrivere un cavolo di post e 'sto schifo di slainder me l'ha mangiato!


Stavo dicendo che siccome ieri ho fatto uno stage con tre danzatori della compagnia di Daniel Ezralow forse sarebbe il caso di dire qualcosa in proposito, se non fosse (per splainder che mi cancella i post innanzitutto... maremmacane!) che sono letteralmente spezzata! Ho sperimentato cosa significa "scoprire i propri limiti", ma non rispettarli...


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La prima lezione doveva essere laboratorio coreografico e tutti i partecipanti si immaginavano una cosa abbastanza tranquilla con dei momenti di improvvisazione o cose del genere, in realtà la tipa che insegnava era totalmente pazza! Ma sul serio! Una pazza furiosa. Entriamo in sala e ci dice di camminare sparsi, dopo un minuto lancia un urlo e comincia correre all'impazzata, e noi tutti dietro, sbatacchiando l'uno contro l'altro come dei topi briachi! Poi mette una musica da discoteca di quelle Tum-Tum-Tum (di quelle alienanti, insomma) e comincia a saltare (e noi tutti a saltare, ovviamente) girandosi di tanto in tanto verso qualcuno a caso per gridargli: " You!"  E il macapitato non faceva altro che improvvisare un salto diverso, magari su una gamba sola e con un braccio ritto... e noi tutti dietro. Dopo un tempo interminabile di salti ci fa respirare un attimo (e per fortuna, perchè intanto io ero lì-lì per sputare un polmone), ma giusto un attimo perchè poi si va a terra per fare le flessioni!!! Con tanto di pausa a un centimetro da terra sull'ultima! Poi si passa all'improvvisazione (seddiovole): "Immagine there's a triangle coming toward you, and you can go inside it, or avoid it...". Io non ho capito bene perché proprio un triangolo, ma ho cercato di infilarmici dentro o di evitarlo con tutta l'immaginazione possibile... poi ci ha diviso in gruppi di tre e s'è continuato a lavorare su 'sto triangolo e bla, bla, bla... Solo che alla fine è ripartita coi salti! Un'altra mezz'ora di salti furiosi, tanto che mi si erano intormentite le piante dei piedi e mi sebrava di saltare su un materasso, invece che sul parquet...una sensazione assurda, provocata dalla follia dilagante, senz'altro. E da una stanchezza unica.  E mancanvano ancora altre due lezioni da un'ora e mezza ciascuna... Io, per me, avevo bell'e dato...


La seconda lezione era di tecnica contemporanea e per fortuna era EFFETTIVAMENTE tecnica contemporanea. L'insegnante era una ragazza polacca bellissima che balla anche nella compagnia di David Parson. Ha fatto una lezione abbastanza tranquilla (o almeno così sembrava a confronto con la pazza di prima). Peccato io abbia continuato a sudare come una biscia per circa un'ora a causa della lezione precedente! Alla fine ci ha tirato abbastanza anche lei, con una sequenza non difficile, ma molto veloce. Sembrava fosse il tema del giorno, la velocità frenetica! E mancava l'ultima...


Dopo questa seconda lezione ormai ero completamente andata, non mi reggevo praticamente in piedi, la mia pelle aveva assunto un colorito disomogeneo con sfumature che andavano dal bianco pallido, quasi trasparente, al viola drappo funebre, ero in una specie di trance mistico e vedevo la Madonna che attraversava la sala piroettando... ma ormai ero (letteralmente) in ballo, quindi ho ballato. Fino alla fine. 


Ovviamente l'ultima lezione era la più bella. L'insegnante era un ballerino di colore, piuttosto bassino e praticamente fatto di gomma. Ci ha fatto lavorare sul flusso libero, con un bel riscaldamento (siccome eravavo freddi, no...) e delle belle sequenze. E seddiovole poi è finito tutto. Perché IO un ce la facevo più, se un s'era capito. Bello eh, ma che fatiHa...oioi...


E ora son qui, alla scrivania, che non mi movo da questa posizione neanche se crolla l'ufficio, perchè ogni minimo movimento, di una parte del corpo a caso, è un dolore diverso... e la conclusione è: che sono anziana! Ma felice. Sarò scema?